Strumenti per lo Studioso

Cronologia Storica

Una linea del tempo ragionata della Tonnara di Gallipoli, dal Libro Rosso all'ultima calata. Ogni tappa è accompagnata dalle fonti d'archivio e bibliografiche che la documentano.

Epoca Preromana

I Messapi e gli Japigi

Datazione: Età del Ferro / Epoca preromana

I primi impianti ad imbuto creati dalle popolazioni messapiche lungo le insenature naturali gallipoline: la forma della tonnara fissa ha qui i suoi archetipi mediterranei.

Fonte: Studi e tradizione storiografica del museo; cfr. la sezione "Origini" della pagina La Storia.
Tardo Quattrocento

1490 — La pesca del tonno nel mare di Nardò

Nel mare di pertinenza del feudo di Nardò, presso il porto della Culumena, si pratica la pesca del tonno ad opera di pescatori tarantini, che vi catturano anche tonnine, sardelle e alalonge.

Fonte: Fondazione Terra d'Otranto, "La pesca del tonno nello Jonio" (atti d'archivio); cfr. bibliografia.
XVI Secolo

1526 — Il diploma di Carlo V nel Libro Rosso

Nel Libro Rosso dell'Università (Comune) di Gallipoli è trascritto il diploma di Carlo V a tutela del monopolio delle acque giurisdizionali: le concessioni reali aragonesi e spagnole disciplinano ufficialmente la calata della tonnara.

Fonte: Libro Rosso, Atti Comunali di Gallipoli; PDF Gallipoli_Archivio_delle_scritture_antic.
XVI Secolo

Il golfo di Taranto nelle carte di Piri Reis

Il Kitab-ı Bahriye (Libro della Navigazione) dell'ammiraglio e cartografo ottomano Piri Reis ritrae la costa del Salento, il golfo di Taranto e il porto di Gallipoli nel periodo di massima fortuna della tonnara.

Fonte: Piri Reis, Kitab-ı Bahriye, manoscritto W.658 del Walters Art Museum (CC0) — cfr. Cartografia Storica nell'Archivio.
Settecento

L'Apogeo: l'imbuto da 1.600 metri

La tonnara di Gallipoli diviene la più grande di Puglia: nelle reti dell'imbuto, tese per 1.600 metri, cadevano anche balenottere e foche monache.

Fonte: Tradizione storiografica del museo; cfr. la sezione "Cronologia Storica" della pagina La Storia.
Settecento

1783 — La tonnara di Santa Caterina

Nel tratto di mare neritino si aggiunge la tonnara di Santa Caterina, quasi coeva con quella di Porto Cesareo, tra le diverse vicissitudini di re, amministratori locali, nobili ed emergenti proprietari.

Fonte: Fondazione Terra d'Otranto, "La pesca del tonno nello Jonio" (fine del 1783); cfr. bibliografia.
Ottocento

Il declino delle tonnare joniche: resta Gallipoli

Buona parte delle tonnare dello Jonio cessa di esistere nel corso del XIX secolo, fatta eccezione per quella di Gallipoli, che prosegue la sua attività.

Fonte: Fondazione Terra d'Otranto, "La pesca del tonno nello Jonio"; cfr. bibliografia.
Ottocento

1833 — Il trasferimento dell'archivio antico

Il verbale compilato dal cancelliere comunale Carlo Mazzarella e firmato dal sindaco Francesco Pasca attesta il trasferimento dell'intero archivio antico del Comune nel deposito dell'allora archivio provinciale.

Fonte: PDF Gallipoli_Archivio_delle_scritture_antic, Libro Rosso e archivio antico di Gallipoli.
Primo Novecento

1904–1909 — Le fotografie della pesca e della mattanza

Le immagini d'epoca di Eugenio Interguglielmi documentano la pesca del tonno con le reti e il rito conclusivo della mattanza: gli stessi gesti dei tonnarotti di Gallipoli.

Fonte: Collezione fotografica dell'Archivio (dominio pubblico) — cfr. sezione Fotografie.
Novecento

Anni '60–'70 — L'ultima calata

L'ingresso della pesca industriale a motore porta al definitivo disarmo della tonnara fissa gallipolina: il rito secolare della mattanza diventa patrimonio di memoria immateriale.

Fonte: Tradizione storiografica del museo; cfr. la sezione "Cronologia Storica" della pagina La Storia.
Oggi

Il Museo Multimediale della Tonnara

Un progetto di valorizzazione culturale, memoria storica ed ecomuseo: le carte, le fotografie e le voci dei tonnarotti tornano a raccontare la tonnara alle nuove generazioni e agli studiosi.

Fonte: Progetto Museo Multimediale della Tonnara di Gallipoli — cfr. pagina Il Museo.
Nota metodologica

Come leggere questa cronologia

Ogni voce riporta la data o il periodo, la sintesi dei fatti e la fonte che li documenta: atti d'archivio (Libro Rosso, verbali comunali), documenti cartografici (Piri Reis, W.658), fotografie d'epoca e studi bibliografici.

Le voci contraddistinte come "tradizione storiografica del museo" derivano dai testi e dai materiali curati dal Museo Multimediale della Tonnara e consultabili nelle pagine del sito; le altre rimandano a fonti edite e d'archivio citate in bibliografia.

Il Museo è a disposizione degli studiosi per l'accesso ai materiali non digitalizzati (Libro Rosso I e II, fascicoli della Tonnara Comunale), consultabili in sede: utilizza il form di contatto in Partecipa.